Linee Guida Programmatiche dell’Unione di Anzio
Gennaio 4, 2008
1 – DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE
2 – AMBIENTE – ENERGIA – ACQUA – RIFIUTI
3 – URBANISTICA
4 – PORTO
5 – POLITICHE SOCIALI
DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE
Come premessa fondamentale all’enunciazione di obiettivi e di proposte programmatiche ed indipendentemente dai loro contenuti è indispensabile affermare in linea generale come il meccanismo della delega in bianco dei cittadini agli amministratori, la scarsa trasparenza delle scelte amministrative e l’inadeguatezza degli strumenti di controllo… da parte del corpo elettorale
stiano sempre più mettendo in crisi i fondamenti stessi della democrazia rappresentativa, generando sfiducia, qualunquismo ed anche pulsioni antidemocratiche.
Come rimedio a tutto questo occorre proporre ai cittadini un nuovo modo di governare che rappresenti veramente un salto di qualità e renda i cittadini stessi non più fruitori passivi di scelte dall’alto ma protagonisti nei processi decisionali, attraverso strumenti reali di democrazia partecipativa.
L’amministrazione comunale promuoverà le iniziative necessarie affinché comitati di quartiere, consulte di categoria, organismi di base, associazioni ed altre realtà rappresentative dei cittadini possano intervenire nei processi di programmazione economico-finanziaria, socio-culturale, occupazionale e di gestione del territorio.
AMBIENTE – ENERGIA – ACQUA – RIFIUTI
Quattro punti sono fondamentali per il programma:
Una nuova politica per fermare il consumo del territorio, per la salvaguardia e valorizzazione delle aree verdi, protette e da proteggere, dell’ambiente marino e il diritto degli animali. Più spazi verdi in ogni quartiere, più una città a misura di tutti.
Una nuova politica energetica basata sulla riduzione dei consumi e degli sprechi e un forte impiego delle energie rinnovabili.
Una nuova politica dell’acqua, diritto fondamentale dell’uomo, che deve avere come obiettivo una gestione pubblica efficiente, riducendo i consumi ed eliminando gli sprechi.
Una nuova politica della gestione dei rifiuti con strategie di prevenzione, riduzione, raccolta differenziata, massimo recupero e riciclaggio.
POLITICHE URBANISTICHE
Un territorio rappresenta il luogo di soddisfazione dei bisogni, materiali e non, di una comunità presente e futura. Il suo sviluppo non può, quindi, soggiacere a logiche privatistiche e/o a interventi estemporanei e scollegati, ma deve soddisfare tutte le esigenze tese al miglioramento della qualità di vita nella dimensione del rispetto di sé e degli altri, dell’ambiente e dell’uso consapevole delle risorse; deve inoltre prevedere la partecipazione consapevole dei cittadini.
Si propone:
· l’edificazione, come da leggi vigenti, solo in zone dotate di reali infrastrutture;
· l’immediata e puntuale ricognizione della situazione di degrado del territorio, in parte acuita e in parte prodotta dall’applicazione dell’ultima variante al Piano Regolatore;
· l’immediata stesura di strumenti urbanistici integrati e innovativi (piano del verde e delle acque, piano delle infrastrutture, piani della mobilità interna ed esterna, piani di recupero…) che consentano di:
1. riequilibrare il territorio, nel rispetto della sua conformazione policentrica
2. riparare i danni dovuti alla casualità degli interventi effettuati, a soli fini speculativi e populistici, in questi ultimi anni
3. recuperare le valenze residue e individuare le aree irrinunciabili
4. individuare le economie latenti che, opportunamente potenziate, possano consentire un armonico sviluppo economico, ambientale, sociale e urbanistico del territorio.
· la riqualificazione del fronte mare attraverso un piano di ristrutturazione urbanistica che ne preveda, oltre agli interventi di collegamento e ai servizi necessari, anche il risanamento geologico, igienico e ambientale e una fruibilità più libera;
· la programmazione temporale degli interventi abitativi e strutturali in base alle effettive necessità di insediamento e di sviluppo economico e sociale;
· l’uso delle nuove tecnologie tese alla salvaguardia dell’ambiente, della salute e delle risorse (risparmio energetico, raccolta differenziata…)
· la soddisfazione del bisogno-diritto all’abitazione (adeguato alla richiesta già esistente e all’incremento prevedibile in base al tasso di natalità e ai fenomeni di immigrazione ed esterna a cui il Comune è soggetto) attraverso la programmazione di interventi di Edilizia Residenziale Pubblica e l’attuazione di altre forme di interventi pubblico-privato.
PORTO
Il porto non deve essere inteso solo come possibile elemento di riqualificazione del centro storico, ma va considerato in funzione della riqualificazione e dello sviluppo di tutto il territorio comunale e come punto focale della necessaria e improcrastinabile ristrutturazione della costa.
Si deve quindi operare per
· la razionalizzazione, l’ammodernamento e la messa in sicurezza del bacino esistente con il mantenimento dell’immagine e delle sue principali attività storiche (pesca, piccola cantieristica, turismo, trasporto passeggeri), escludendo ogni altro intervento commerciale;
· l’individuazione di una diversa soluzione strutturale per i cantieri navali che consenta il recupero delle aree per attività culturali e turistiche legate al mare;
· il rafforzamento e lo sviluppo delle attività storiche, opportunamente connesse all’entroterra, in modo che possano sostenere un’economia non solo monostagionale.
Se l’adeguamento dell’attuale bacino dovesse portare ad eventuali necessari ampliamenti, essi dovranno essere di modesta entità e dovranno comunque essere preventivamente sottoposti a verifica delle varianti ambientali, dei mutamenti delle correnti, delle ripercussioni sulla parte storica della costa e dell’effettivo vantaggio economico che produrrebbero.
POLITICHE SOCIALI
Le politiche sociali ed educative sono rivolte ai cittadini tutti, visti nelle loro varie fasi evolutive, e in particolar modo a chi si trova in una posizione sociale di disagio ed esclusione.
Le politiche sociali devono seguire principi di prevenzione, solidarietà, partecipazione e valorizzazione delle risorse umane.
A ) PRIME AREE DI INTERVENTO
Servizi socio-sanitari:
1. interventi di decentramento di alcuni ambulatori e individuazione di presidi socio-sanitari nei quartieri;
2. facilità di accesso alle strutture socio-sanitarie (trasporto con automezzi idonei, assistenza per l’espletamento delle procedure amministrative quali prenotazioni ticktes, vaccinazioni … );
3. prevenzione socio-educativa e sanitaria;
4. centri sociali e polivalenti;
5. azioni di integrazione rivolte all’immigrazione esterna per l’esercizio del diritto-dovere alla cittadinanza( lingua, legalità, formazione … );
6. riduzione delle tariffe dei trasporti per determinate fasce di utenza;
7. servizi mensa per anziani soli, disabili e casi di povertà estreme;
8. crematorio intercomunale.
Famiglia (monogenitoriale, monoparentale, di fatto):
1. sostegno alla famiglia, in presenza di minori, anziani, disabili, attraverso strutturate misure economiche, educative, socio-integrative;
2. diversa politica della casa:
programmazione di Edilizia Residenziale Pubblica;
residenze temporanee per emergenze sociali e naturali
residenze protette ( per anziani autosufficienti, Centri di Prima Accoglienza madrebambino);
sostegno per gli affitti e manutenzione degli alloggi pubblici.
B ) POTENZIAMENTO DELL’ESISTENTE
1. Per l’attuale aumento della popolazione, sono necessari l’ottimizzazione e l’incremento del personale operativo presso i servizi sociali e socio-sanitari con assunzioni e/o convenzioni con il terzo settore;
2. ricognizione e messa in rete delle strutture e delle associazioni operanti sul territorio;
3. riattivazione e ottimizzazione dei Tavoli di Lavoro interdisciplinari e interistituzionali previsti dal P.d.Z;
4. avvio dei progetti previsti e finanziati dal Pd.Z. 2006/’07 ed in particolare il progetto ADE e l’ampliamento delle convenzioni e dei protocolli per case-famiglie per minori in situazione di svantaggio.
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