La Cultura è l’unicità Italiana
Aprile 1, 2008
“…E la sua irripetibilità è una delle nostre più grandi ricchezze.
Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono loro occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l’arte mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e ancora segreti bisogni degli uomini.
La cultura serve alla politica più di quanto la politica serva alla cultura… Non va dimenticato che l’Italia è il regno dell’arte e della bellezza, splende di una cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo Stato ha il dovere di riportare vita… Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità, non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un’opportunità di lavoro e una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini… Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori dei libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali… Così come bisognerà stabilire al più presto i profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile condizione precaria. E questo perché senza la loro opera non esisterebbero né arte né cultura… E se è vero che il processo di globalizzazione tende a farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi i piccoli (dove spesso c’è il meglio), è anche vero che offre opportunità nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza creativa e imprenditoriale…
Certo noi tutti, anche individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge l’integrità etica e spirituale degli esseri umani…
Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca, necessaria a ogni civiltà evoluta….”.
Questo ha scritto Veltroni, domenica 30 marzo, su Repubblica. Finalmente!!! Concordo e sottoscrivo. E tu?
Entry Filed under: Cultura. Tag: Cultura, cultura anzio, repubblica, salvatore santucci, santucci anzio, veltroni.
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1.
Angelo | Aprile 2, 2008 at 10:53 am
Confermo la necessità di mettere al centro del rilancio del Paese, la Cultura in tutti i suoi possibili molteplici aspetti.
Angelo Pugliese
collega candidato di lista